La qualità di un sito web e il team di lavoro

Scritto da Andrea | 3.06.2007

La qualità di un sito web dipende dal grado in cui sono raggiunti obiettivi quali un’interazione usabile e accessibile, la dell’informazione, la completezza, pertinenza, affidabilità dei contenuti, nonché la solidità tecnologica. In tal senso mi trovo molto d’accordo con il punto di vista di Peter Morville: la qualità di un sito web non può essere raggiunta solo ed esclusivamente insistendo su uno di questi versanti, piuttosto grazie ad un approccio olistico che tenga in dovuta considerazione i requisiti di ciascuno di questi assi.

Resta tuttavia un dubbio: come posso fare, in quanto progettista, a esser certo che le soglie raggiunte su tali versanti siano effettivamente di valore o - più semplicemente - accettabili? Lo spunto per questa riflessione (che già covavo) viene anche dalla lettura dell’ultimo articolo di Jackob Nielsen:

Myth of the Genius Designer.

In questo testo, Nielsen afferma che un buon designer non è garanzia di raggiungimento di risultati di qualità dal punto di vista dell’usabilità del prodotto. Per l’autore, affidarsi esclusivamente alle capacità inventive di un progettista può portare anche a clamorosi fallimenti. Il rischio principale risiederebbe nella presunta impossibilità di considerare affidabili le posizioni e le scelte del designer. Il lavoro di questo dovrebbe piuttosto appoggiarsi su informazioni e attività più rigorose e metodologicamente controllabili. In altre parole, dovrebbero diventare familiari concetti quali user centered design, progettazione iterativa, test di usabilità.

Le motivazioni per cui Nielsen trova rischioso affidarsi al designer-genio sembrano valere anche per il contesto italiano. Molto spesso si considera sufficiente affidare la progettazione di un’interfaccia web solamente al creativo / grafico di turno. Tranne che in alcuni casi, questo tenderà a mettere in primo piano i suoi valori (qualità grafica, impatto emotivo ecc.), trascurando di fatto quelle attenzioni necessarie nei confronti di altri temi come - per esempio - il supporto alla ricerca dell’informazione. Questo problema, a mio avviso, si riscontra soprattutto nei team di lavoro di ridotte dimensioni, nei quali si fa fatica ad attribuire in modo univoco le competenze di progettazione.

Si tratta principalmente di un problema di metodo di lavoro: presi singolarmente, i singoli professionisti coinvolti possono anche essere di buon livello, ma ciò che consente loro di raggiungere un risultato davvero ottimo sta nella metodologia che tutti seguono allo scopo di perseguire l’obiettivo comune.

Una schematizzazione molto semplice/semplificata di questa potrebbe essere la seguente:

  1. Analisi e user research: comprende le attività volte a comprendere meglio gli utenti (in particolare i loro obiettivi), i contenuti e il contesto di riferimento;
  2. Progettazione: sulla base delle informazioni raccolte con la fase precedente, si passa al design dello spazio informativo () e alla definizione delle componenti funzionali (algoritmi) e grafiche;
  3. Sviluppo: la traduzione sul versante applicativo delle scelte compiute in fase di progettazione;
  4. Valutazione: la verifica del raggiungimento degli obiettivi e dei requisiti raccolti in fase di analisi nonché la valutazione del raggiungimento delle soglie di usabilità e accessibilità desiderate;
  5. Pubblicazione e manutenzione.

Ovviamente si tratta di una semplificazione: il processo di produzione di un sito web è raramente così lineare, ma piuttosto prende la forma di un ciclo iterato tante volte quante sono necessarie per raggiungere un risultato pienamente soddisfacente (sempre che lo si voglia raggiungere…).

Perché tale metodologia sia effettivamente rispettata è necessario che il diventi l’ispiratore e il garante della sua attuazione. Le sue funzioni dovrebbero essere:

Se tutte e tre le funzioni sono cruciali, l’ultima assume un certo significato dal punto di vista del design in senso stretto. Occorre infatti un punto di vista sovraordinato rispetto alle singole attività che sia in grado di far dialogare tra loro le necessità dei singoli in accordo alle finalità complessive del progetto. Ed eventualmente capace di valutare su quali versanti intervenire per correggere o limitare le criticità del caso.

Argomenti: Usabilità |

Commenti a questo articolo

Devi essere un utente registrato per lasciare un commento.