L’estate calda del mobile web: Opera Mini vs iPhone

Scritto da Andrea | 24.06.2007

Mentre finalmente il termometro comincia a salire anche qui a Torino, le libere navigazioni domenicali mi hanno portato a evidenziare un collegamento tra due soluzioni tecnologiche in arrivo sui nostri “più piccoli schermi”. Si tratta della nuova versione (la quarta) del per dispositivi mobili e del tanto pubblicizzato , che disporrà di un’installazione su misura di Safari. Si preannuncia un’innalzamento della temperatura sul territorio del . Prendete una bibita ghiacciata.

Sia l’uno che l’altro non sono ancora disponibili in modo definitivo. iPhone verrà venduto nel mercato USA a partire dal 29 giugno, mentre Opera Mini 4 è al momento disponibile solo in versione beta.

Opera Mini 4 è tuttavia già da subito scaricabile sul proprio terminale (basta recarsi con il browser del proprio cellulare su http://mini.opera.com/beta/ e seguire le istruzioni). Per chi non volesse / potesse seguire questa procedura, Opera ha pubblicato un video che illustra le principali innovazioni e caratteristiche del proprio prodotto. Chi volesse dargli una sbirciata, può recarsi all’indirizzo:

http://www.operamini.com/beta/demo/

Anche Apple ha messo in rete un video esplicativo delle caratteristiche di iPhone. Mentre il filmato di Opera si concentra su una semplice sessione di navigazione, il video dedicato all’iPhone esplica le varie caratteristiche del dispositivo, che vuole porsi come soluzione all-in-one che condensi un cellulare, un iPod e un internet device. Questo secondo video è rintracciabile presso:

http://www.apple.com/iphone/usingiphone/guidedtour.html.

Inoltre da oggi (mi pare) è disponibile anche la versione 3.0.2 per Windows e Mac della Beta pubblica (sono stati risolti i bachi di visualizzazione della versone Windows). Il link per scaricarla è http://www.apple.com/safari/download/.

Da un punto di vista tecnologico è necessario formulare due dovute osservazioni

La prima riguarda la tecnica di adattamento messa in atto da Opera Mini. Mentre Safari per iPhone si comporterà come tutti i normali browser (ossia andrà a richiedere le pagine ai rispettivi server e quindi ne fornirà una rappresentazione tramite il proprio motore di rendering), Opera Mini continuerà a sfruttare la tecnologia lato server Mini: la pagina viene filtrata da un server Proxy che utilizzando il motore di rendering di Opera Browser per desktop, genera una versione ottimizzata per dispositivi mobili (per esempio riducendo il peso dei file). Il funzionamento di questa tecnica di adattamento è descritto dall’immagine che segue, tratta dal sito web Opera.

Opera Mini Server

La seconda osservazione, invece, è relativa al legame molto stretto che sussisterà tra Safari e . Sarà con ogni probabilità possibile utilizzare Safari come canale di comunicazione tra il web e il device, per poter accedere e sfruttare dati e applicazioni residenti sul dispositivo (per esempio la rubrica). Oppure ancora sarà possibile sfruttare all’interno della pagina web alcuni metodi di interazione legati alla tecnologia multi-touch, registrando nuovi eventi al momento non previsti dal DOM standard. In tal senso il rischio è che si venga a generare una sorta di walled garden non più legato a un operatore ma a un device. Sebbene queste opportunità sono ancora tutte da verificare e da esplorare, confidiamo di non dover mai accedere a un sito web mobile che ci bloccherà e ci comunicherà “sito web ottimizzato per Safari iPhone”. Grazie, ma abbiamo già dato…

Tornando al confronto tra i due prodotti, a vedere le due presentazioni sembrano emergere alcuni tratti comuni, in parte già designate dai concorrenti o da precedenti versioni.

Overview mode: fare un passo indietro per farne poi tre in avanti

Dal punto di vista della presentazione dei contenuti, sembra ormai uno standard la visualizzazione della pagina da un punto di osservazione più distanziato (”“): il browser effettua un ridimensionamento della pagina affinché questa possa essere interamente visualizzata come miniatura all’interno degli stretti confini del display. In questo modo l’utente può avere una vista unica sui contenuti della pagina. Tramite opportune funzionalità di zoom, quindi, è possibile avvicinarsi a una sezione specifica della pagina in modo tale da poterne leggere i contenuti.

Simile approccio ottimizza la ricerca di informazione all’interno della pagina e ha il merito di fornire un contesto all’informazione. Qualsiasi operazione di magnificazione di un oggetto implica un accrescimento delle informazioni disponibili in relazione al particolare ingrandito ma una parallela dismissione di tutte le informazioni contestuali e periferiche: pertanto è preferibile avviare la navigazione in modalità overview e poi effettuare uno zoom anziché avviare la sessione direttamente in forma ravvicinata. Altri (come il Nokia browser presente sul mio E61) non hanno ancora incorporato tale funzionalità. Pertanto la navigazione è piuttosto efficiente in siti web che l’utente già conosce molto bene (ossia di cui possiede una mappa mentale piuttosto precisa), mentre in siti web mai visitati diventa un po’ più ostico riuscire a trovare la strada per i contenuti di interesse.

Il tema della familiarità è cruciale anche in relazione alla qualità della miniatura iniziale, che è necessariamente funzione delle dimensioni del display. E’ plausibile che l’importanza delle dimensioni della overview siano proporzionali al grado di conoscenza che l’utente ha del sito. Nei confronti di siti web già noti, l’utente non ha l’esigenza di effettuare una prima interpretazione dell’immagine per poi decidere dove far insistere l’azione di zoom: se sa che il tal box informativo è in alto a destra, non sarà importante poterne già comprendere il contenuto anche dalla modalità overview. D’altra parte su un sito web di nuova visita, in caso di display molto piccolo, potrebbe rendersi necessario un primo (casuale) zoom sulla pagina e quindi effettuare un’esplorazione ravvicinata.

Anche se la modalità “overview-zoom” incoraggia gli sviluppatori a disinteressarsi dall’idea di ottimizzare in chiave mobile la presentazione visuale dei propri siti (perché rivoluzionare il layout se l’utente potrà agevolmente spostarsi dalla miniatura allo zoom?), la possibilità di istruire il browser in modo da trattare i contenuti in modo particolare può restare allettante. Per esempio potrebbe essere interessante utilizzare un CSS con per media “handheld” al fine di esaltare le dimensioni di alcuni elementi della pagina affinché siano facilmente riconoscibili anche nella modalità overview. Probabilmente, prima di poter applicare idee di questo tipo, potrebbe essere necessario valutare con attenzione il supporto per le “media rules” da parte di questi browser nonché l’influenza di tecniche di adattamento intermedie basate su Proxy.

Mobile Ajax: la medicina che aspettavamo

La strada è segnata e si chiama . Dalla versione 4 di Opera Mini si avrà il pieno supporto per l’oggetto XMLHttpRequest, cruciale per questo tipo di soluzione. Safari è già una garanzia su questo fronte, al punto da esser stato designato dalla Apple come punto di accesso per gli sviluppatori terzi che vorranno realizzare applicativi per iPod.

L’esistenza di una piattaforma tecnica per servizi basati su Ajax è il requisito base affinché l’accesso al web in mobilità possa diventare un servizio pienamente diffuso e utilizzato dagli utenti. Ho parzialmente approfondito la questione le mio articolo precedente (http://andrea.3juice.com/2007/06/09/mobile-web-e-ajax/). Ribadisco in questa sede alcuni dei motivi per cui questa innovazione sarà probabilmente cruciale:

  1. rendendo più efficiente la comunicazione client-server, diminuiranno i tempi e i costi della comunicazione mediata dal mobile web;
  2. permettendo di ridurre il gap tecnologico tra mobile web e desktop web, gli utenti faranno dipendere la scelta del dispositivo di accesso non tanto dalla relativa usabilità dello strumento quanto piuttosto dalle proprie esigenze informative;
  3. si aprirà la via alla sperimentazione di servizi di collaborazione in tempo reale tra utenti in mobilità, decisamente allettante in ottica business
  4. per gli sviluppatori significherà non dover più pensare a forme “degradate” dei medesimi servizi: potrà finalmente prendere piede anche sul fronte mobile il paradigma del progressive enhancement, mantenendo fede al principio - di carattere più generale - di accessibilità dell’informazione.

In questi giorni anche Ajaxian si sta occupando di esplorare il supporto ad Ajax di iPhone:

http://ajaxian.com/by/topic/iphone/

Nota

per chi desiderasse un confronto meno serio, Opera ha diffuso questo secondo video, che fa un po’ il verso alle recenti pubblicità Apple e sottolineando in modo ironico alcune limitazioni del proprio concorrente:

Opera Mini vs iPhone

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